COME FAR FIORIRE I DESERTI

CON L'ESODO AL CONTRARIO SI POSSONO FAR FIORIRE I DESERTI

 


Deserto della Namibia


In diverse zone equatoriali, avvengo grandi riversamenti d'acqua provocati dalle pioggia torrenziali o monsoniche che fanno fiorire grandi zone, tipo il Pantanal dell'Amazonia.
- Il Pantanal è la più grande zona umida del mondo, un'immensa pianura alluvionale soggetta a inondazioni periodiche; si trova in un'area centrale del Sudamerica situata per gran parte in Brasile (negli Stati del Mato Grosso e del Mato Grosso do Sul), e in parte in Bolivia e in Paraguay. Il WWF l'ha identificata come una delle ecoregioni del pianeta, appartenente al bioma delle praterie e savane inondabili e riconosciuta dal codice NT0907.


Il Pantanal dell'America latina.

 

- Un'altra grande fioritura desertica avviene nel bacino del Okavango, il grande fiume attraversa l'africa sud occidentale dall'Angola al Botswana dove crea un vero e proprio delta, ricco di canali, isole di savana e specchi d'acqua limpida che si perdono dolcemente tra le sterpi del deserto del Kalahari.
Il delta dell'Okavango, in Botswana, è il secondo più grande delta fluviale interno del mondo, dopo il delta interno del Niger, e rappresenta uno degli ecosistemi più insoliti del pianeta. È formato dal fiume Okavango, che nasce in Angola (presso Huambo) e giunge alla foce dopo un percorso di oltre 1500 km e l'incontro con numerosi affluenti. Complessivamente, il fiume porta ogni anno circa 11 chilometri cubi di acqua, che vengono scaricati dal delta direttamente nella sabbia del Kalahari, formando una pianura alluvionale di 15 000 km² di estensione caratterizzata da una complessa e mutevole griglia di canali, lagune e isole. Questo ambiente straordinario dà vita, ai bordi del deserto, a una fauna e una flora esuberanti, e ha attirato numerosi insediamenti umani: vivono nei pressi del delta ben cinque diverse etnie. Il suo bacino copre la maggior parte del Botswana e parti della Namibia, del Sudafrica, dell'Angola, dello Zambia e Zimbabwe. L'eccezionale caratteristica fisica nel bacino e che occupa il centro del grande deserto del Kalahari.

1- Deserto del Kalahari.


- Anche il Nilo Azzurro ha origine dai Monsoni provenienti dall'Oceano Indiano che scaricano sull'altopiano dell'Etiopia il loro grande carico di acqua dolce. Il fiume dall'Altopiano Etiopico, presso il lago Tana, dopo aver attraversato l'Etiopia verso sud, piega verso nord-ovest attraverso il Sudan.

 

 

Acque del Nilo azzurro

 

L'acqua evaporata dall'Oceano Indiano, in parte scarica su queste montagne dell'Etiopia, per poi far fiorire in parte il deserto del Sudan.
Ora se consideriamo che l'uomo per sua natura è curioso e vuole sapere cosa c'è al di la del fiume, affrontando sempre nuove sfide, l'attraversamento del Mediterraneo, la risalita del Nilo, la Cina con Marco Polo, la conquista della luna, potrebbe ora accettare la sfida di far fiorire un deserto più grande di dieci laghi Vittoria.


- Il Sahara è un deserto grande come l'Europa. Sahara, è una parola che in arabo vuol dire "vuoto". Anche se ora è vuoto, quattromila anni fa era una savana popolata da grandi animali.
Questo grande vuoto si potrebbe ripopolare, ed è qui che si potrebbe applicare 'l'esodo al contrario', non più gli spaventati e poveri africani che esondano in Europa, ma un fiume di sapienza che invade l'Africa portando lavoro e benessere. Utilizzando una marea di gente specializzata in ogni campo, compreso tutte le specializzazioni ingegneristiche, con molti operai, tutti ben pagati e dotandoli di ottimi alloggi, che ci mettano anche il cuore, potrebbero riuscirci, rendendolo fattibile ed entusiastico il progetto.
Il progetto lo potrebbero realizzare, i grandi ricchi o i grandi finanzieri, i dieci personaggi più ricchi del mondo, insieme alle nazioni che vogliono finanziare l'impresa, o l'ONU medesimo, si accordano tutti quanti sull'idea del secolo, quella di realizzare con un piano megalodontico decennale, cioè far rifiorire il deserto del Sahara.

Non dire: 'questo scrittore è matto ', prima leggi il resto dell'idea.


Come farlo?
È indiscusso che l'acqua che bagna il terreno, è l'ingrediente che fa fiorire i semi dei fiori, così la sfida per l'uomo del XXI secolo è quella di far fiorire il deserto del Sahara inondandolo d'acqua. Come farlo?

Se i monsoni attuali causano inondazioni che fanno fiorire alcuni deserti, ci si chiede come si potrebbero imitarli per portare l'acqua nel deserto del Sahara?


1) Un metodo originale, sarebbe raffreddare l'atmosfera in modo che risucchi i monsoni dall'Atlantico. Ma è impossibile imitare i Monsoni della fascia equatoriale e costiera, il deserto è in pianura all'interno di un grande continente, simile all'Australia, troppo distante dall'Equatore e dall'Oceano.


2) Neppure è impensabile costruire mega bombe di azoto liquido, ora ampiamente utilizzato nei processi criogenici dell'industria alimentare, che mediante l'azoto liquido permette la surgelazione rapida abbassando la temperatura. Sfruttando questa reazione chimica, con una serie di mega bombe di azoto fatte scoppiare su una parte del deserto vuoto potrebbero risucchiare grandi quantità d'acqua nel periodo dell'evaporazione massima sull'oceano Atlantico, che devierebbe parte dell'acqua sul Sahara, diminuendo le inondazioni e i disastri sull'Europa che si abbattono nella stagione delle piogge. 


3) Neanche il Ghibli, il vento del deserto che spazza via la sabbia portandola nel Mediterraneo e sull'Europa può in tempi brevi spostare un deposito di 700 m di spessore di sabbia che si è accumulata nel Sahara. Come avviene in parte della Namibia dove il deserto del Nabib avanza nel mare lasciando sulla sabbia molte navi che si sono arenate, per improvvisi accumuli di sabbia soffiata in mare. Nabib significa 'grande luogo dell'acqua asciutta' dove le onde che si spostano sono di sabbia.

 

4) Una quarta idea, sarebbe quella di pompare l'acqua che è al di sotto del Sahara nuovamente in superficie. Pensate a quanta popolazione potrebbe ospitare un perimetro vasto come l'Europa con pianure e valli fiorite. Ma anche questa idea non è fattibile, perché l'acqua affonderebbe nella crosta di sabbia e tornerebbe da dove si è pompata.
L'altopiano centrale del Sahara si estende per circa 1600 km in direzione nord-ovest sud-est; si mantiene a un'altezza media compresa tra i 600 e i 700 m, sul livello del mare, e include catene e massicci montuosi di origine vulcanica, che s'innalzano fino ai 3000 m (come il monte Emi Koussi, 3415 m, nel Tibesti o il monte Tahat, 2918 m.


5) Considerando che sopra il deserto del Sahara una volta c'era un quasi oceano, che poi nei millenni, le tempeste di sabbia a poco a poco lo invasero e lo riempirono, e continuarono a coprirono con una crosta di ulteriori 700 metri di sabbia, di conseguenza anche sé si facesse un canale per portare l'acqua dell'oceano al centro, sfocerebbe a 700 metri di profondità, questa quinta idea è assurda.


6) La sesta idea con qualche speranza di riuscita, sarebbe quella di sfruttare il principio di Archimede che dice:
Un corpo immerso in un fluido subisce una spinta dal basso verso l'alto pari al peso del liquido spostato, dove la spinta esercitata dal fluido (liquido o gas) è una forza detta spinta di Archimede (o spinta idrostatica).
Considerato che a 700 metri di profondità, sotto il Sahara Orientale circa 150 mila chilometri cubici d'acqua dolce, tra i 500 e 3500 metri di profondità, che si sono raccolte, nei tempi in cui le piogge cadevano con continuità, sono raggiungibile bucando la crosta spessa come un grattacielo, che separa il lago d'acqua dolce sotterraneo grande dieci volte il lago Vittoria, ebbene questa crosta si potrebbe affondare. 
Trivellando la crosta come si fa per trovare il petrolio, così si può fare per raggiungere l'acqua a una profondità di 700 m e poi procedendo in avanti con la trivella disegnando una grande ciambella di un km di diametro circa, che per il principio di Archimede affonderebbe piano piano, essendo la sabbia più pesante dell'acqua, occupando lo spazio dell'acqua che risalirebbe in superficie, ripetendo il procedimento in varie zone dove l'acqua è più profonda, si scoperchierebbe il grande lago, con delle isole galleggianti per un po', che poi col tempo affonderebbero pure loro. 

Si formerebbe un altro piccolo mediterraneo (lago) di acqua dolce profondo 3500 m, su un altopiano che farebbe rifiorire senza uguali, la sua grande circonferenza. Si innescherebbe pure il ciclo dell'evaporazione con piogge locali. Attirando grandi acquazzoni dall'Atlantico nel periodo delle piogge, così si manterrebbe il volume dell'acqua che evaporando annebbia parti della sua circonferenza. Si ripeterebbe il fenomeno che in parte avviene sulla costa sabbiosa della Namibia le cui nebbie provenienti dal mare permettono la vita a molte specie, rendendo fertile il terreno e pronto per piantare alberi.

 Un vero sogno biblico che si avvererebbe:

In quel tempo i deserti sgorgheranno acqua, e torrenti nelle pianure desertiche Isaia 35:6

In quel tempo nel deserto sgorgheranno acque, e torrenti nella pianura desertica. Isaia 35:6

Il deserto e la regione arida esulteranno, e la pianura desertica gioirà e fiorirà come lo zafferano. Isaia 35:35

Renderà il suo deserto come l’Eden e la sua pianura desertica come il giardino di Geova. In lei si troveranno esultanza e allegrezza, espressioni di gratitudine e canti melodiosi. Isaia 51:3

Un progetto megalodontico che un uomo non può realizzare, neppure un ricco con 100 miliardi, ne una nazione potente perché ostacolata, ma può realizzarlo 'l'idea', l'idea di andare sulla luna è riuscita, l'idea di fare un canale in Centro America per accorciare il trasporto tra oceani è riuscita, perché, l'idea focalizza uno scopo comune, che aggrega un gruppo che opera all'unisono.

A chi dice che solo un miracolo può far fiorire il deserto, rispondo che sono molteplici i miracoli che si ripetono ogni anno. Uno di questi è il deserto del Kalahari che diventa un mare scintillante che si illumina di un immenso luccichio quando il fiume Okavango lo riempie d'acqua, rigenerando dalla sabbia una coperta di fiori simile a un arcobaleno terrestre, un luogo dove gli animali e piante generano un brulichio di vita mista. Idem avviene nel deserto del Sudan col Nilo Azzurro, o nel Pantanal del Sud America.

Con la buona volontà, con le idee, con tanti soldi, e una moltitudine di persone intelligenti e specializzate, si può far rifiorire i deserti.

Il flusso dei migranti poveri si invertirà, quando la fioritura dei deserti diventerà realtà e inizierà l'esodo al contrario.

Amen = Così sia


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ENDIAB

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