VARI MODI: DI VEDERE, DI FARE, DI COLLABORARE

IL CONGRESSO



 






 

  • Alcuni guardano in alto all'invisibile, sono coloro che hanno fede: 

“Alzate gli occhi al cielo e osservate: chi ha creato le stelle? Grazie alla sua immensa energia e alla sua straordinaria potenza non ne manca nessuna." Isaia 40:26

  • Altri guardare in basso, sono i depressi vedono tutto nero

"Elia entrò in una caverna e vi passò la notte; ed ecco che la parola di Geova gli fu rivolta, dicendo: “Che fai qui, Elia?” Lui rispose: “ il popolo d’Israele ha abbandonato il tuo patto, ha demolito i tuoi altari e ha ucciso con la spada i tuoi profeti. Io sono l’unico rimasto, e ora cercano di togliermi la vita”. 1Re 19:10

  • C’è chi guardare dritti davanti a sé, sono i realisti, sicuri di sé e convinti di essere nel giusto: 

"State attenti, però, che questo vostro diritto non diventi in qualche modo un ostacolo per chi è debole." 1Corinti 8:9

  •      E poi ci sono gli altolocati che guardare dall'alto in basso, sono gli osservatori che controllano, sono coloro che comandano, dirigono, dispongono e ordinano, ne fu un esempio il Faraone d'Egitto

"Ma il faraone replicò: “Chi è Geova che io debba ubbidire alla sua voce e lasciar andare via Israele? Non conosco affatto Geova, e non ho nessuna intenzione di lasciar andare Israele”. Esodo 5:5. 

Faraone passò, ma c'è ancora il suo sostenitore, il malvagio Satana, il peggiore, lui guarda dall'alto in basso per dominare, terrorizzare, sottomettere, per impressionare Gesù lo portò su un alto monte

"Di nuovo il Diavolo lo portò con sé su un monte straordinariamente alto e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria. E gli disse: “Ti darò tutte queste cose se ti inginocchi e mi fai un atto di adorazione”. Matteo 4:8. 

Per fortuna esiste pure la parte buona che ci guarda dall'alto, e lo fa per aiutarci, per indicarci la via e togliere gli ostacoli sul nostro cammino, lo fa perché ci vuole bene e ci ama e desidera il nostro successo, è colui che ci ha creati sani, belli, forti, e desiderosi di vivere, perciò: 

"Non aver paura, perché io sono con te. Non essere ansioso, perché io sono il tuo Dio. Ti rafforzerò, ti aiuterò, ti sorreggerò con la mia destra di giustizia’. Isaia 41:10

  • E poi c'è chi guarda ma non vede niente, sono le teste vuote che non sanno cosa guardare, la loro vista non è collegata al cervello: 

"Il cuore di questo popolo è infatti diventato insensibile, e con gli orecchi hanno udito rimanendo indifferenti, e hanno chiuso gli occhi, affinché non vedano con gli occhi, non odano con gli orecchi, non capiscano con il cuore e non si convertano, e io non li guarisca’." Isaia 13:15

 

Ragioniamo ora su quattro modi di gestire un'organizzazione?

Da essere un ospedale, un aeroporto, un porto marittimo, una stazione ferroviaria, o un'organizzazione religiosa o politica, il loro successo dipende da come si organizzano.

1.   La gestione di un'organizzazione funziona se il direttore generale ha passione, oltre ad essere competente, capace, deve avere coraggio per sostituire il direttore di un reparto se lo ritiene necessario. Deve essere pure desto per guardarsi dai gelosi che lo vorrebbero spodestare per occupare la sua poltrona. Quando la passione del direttore generale si affievolisce, o invecchia perdendo la grinta, l'organizzazione implode.

 

2.   La gestione di un'organizzazione ha pure successo quando viene gestita con cospicui introiti di denaro, per esempio nel campo ospedaliero; dove il direttore generale si avvale di luminari capaci, che sanno utilizzano le ultime scoperte, dando le cure migliori. Quando il gettito di denaro è abbondante, la struttura e i macchinari, compreso tutto il personale, sono di grado elevato, eccellente, si pone all'avanguardia nel suo campo e diventa un'organizzazione vincente che funziona a meraviglia. Il tallone d'Achille, di queste organizzazioni sono le critiche negative, che fanno i giornalisti, dopo un intervento andato male, devono investire molto denaro per assorbire il polverone scandalistico e se non hanno soldi sufficienti, l'organizzazione implode.

 

3.   Funziona pure bene la gestione di un'organizzazione basata sul volontariato, che ha un proposito e un obbiettivo finale che soddisfa tutti, fino a quando i volontari sono disposti a passare sopra agli errori. Il tarlo demolitore di questo tipo di organizzazione è la mancanza di amore: quando l'amore per l'obbiettivo viene meno, non c'è più sopportazione e subentra la critica che rode l'organizzazione dall'interno e la fa implodere.

 

4.    La quarta organizzazione è quella basata sulla forza, ad esempio quella militare: una dittatura organizzata e strutturata a scala, dove il gradino più alto detta legge e comanda a scendere tutti gli altri. È un’organizzazione dove, a testa bassa, si ubbidisce e basta, non esiste il se, né il ma, e neppure il forse, ma esiste solo il 'signor sì’. È un'organizzazione priva di sentimento che si regge finché il generale a quattro stelle non comincia a provare pietà. Il suo nemico è il sentimentalismo: quando subentra la misericordia, l'organizzazione basata sulla dittatura si indebolisce, gli scalini sottoposti disertano, e la scala si sgretola, e l'organizzazione implode.

Tuttavia, il miracolo della collaborazione organizzativa esiste veramente.

Lo dimostra il successo di quattro congressi simultanei con un totale di 15.000 presenti, in 4 città diverse, Cameri, Vicenza, Forchia e Prato, dove ogni singolo ha ricevuto addestramento gratuito, un comodo posto con aria condizionata, un parcheggio gratuito e protetto e di facile accesso, all'ombra sotto gli alberi, con centinaia di uscieri guida e controllori per la sicurezza dei partecipanti. Una serie di servizi personali, comodi, efficienti, e igienizzati, e non per ultimo: un bagno di folla amica, che a prescindere da chi ti attornia, è sempre disposta a scambiare parole positive con te. Ognuno dei 15.000 è pronto ad ascoltarti se hai qualcosa da dire, pronto a darti una sua risposta positiva, e pronto ad incoraggiarti qualora ne avessi bisogno. Un congresso, dove ogni sguardo che si posa su di te, è privo di malizia, di critica, o di tornaconto, ma solo altruismo, ed è tutto gratis. È un risultato eccellente, ma dove sta il miracolo?

Il miracolo è che questo risultato sia stato possibile, si sia realizzato, dove il tutto si è svolto in modo pacifico e amorevole. Te lo immagini il confronto con 15.000 tifosi allo stadio per assistere alla partita Italia-Inghilterra. Ecco il miracolo: i 1000 volontari che gratuitamente, coi propri mezzi, con fatica, ricevendo guida, consigli, e piccole correzioni, hanno fatto si, che tutti i 15.000 partecipanti, abbiano ricevuto una giornata di congresso di elevato ammaestramento personale, per un loro futuro migliore. 

Perché questi tipi di miracoli sono possibili?

Perché tra la folla ci sono anche altri di natura invisibile che non occupano spazio, ma sono pronti ad assolvere il loro incarico come compagni d’opera, e che fanno si che il lubrificante, l’olio, in questo caso lo Spirito Santo venga in contatto con ogni singolo partecipante, favorendone il frutto:

“E vidi un altro angelo che volava in mezzo al cielo e aveva un’eterna buona notizia da annunciare agli abitanti della terra, a ogni nazione, tribù, lingua e popolo.” Rivelazione 14:6 – “Invece il frutto dello spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benignità, bontà, fede, mitezza, autocontrollo. Contro queste cose non c’è legge.” Galati 5:22

Il miracolo è possibile, perché tutti i partecipanti, visibili e invisibili, sono compagni d’opera.

Chi sono i compagni d'opera?

  • Gli Angeli
  • Gli Apostoli e amici di Gesù
  • I minimi fratelli di Cristo
  • I giusti Testimoni

L'opera che svolgono questi compagni è quella stabilita da Gesù, cioè di dargli lode come suoi testimoni.

Tra i primi compagni d'opera, ci sono gli angeli, come riporta l'apostolo Giovanni:

"E l’angelo mi disse: “Queste sono le veraci parole di Dio” allora mi gettai ai suoi piedi per adorarlo, ma lui mi disse: “Sta’ attento! Non farlo! Io sono solo uno schiavo come te e i tuoi fratelli, che hanno il compito di rendere testimonianza riguardo a Gesù. Adora Dio! Infatti, ciò che ispira la profezia è la testimonianza riguardo a Gesù”." Rivelazione 19:10.

 

In seconda fila come compagni d'opera ci sono agli apostoli definiti da Gesù suoi amici:

" Nessuno ha un amore più grande di chi cede la vita per i suoi amici. Voi siete miei amici se fate quello che vi comando, (l'opera di dare testimonianza di lui). Non vi chiamo più ‘schiavi’, perché lo schiavo non sa quello che fa il suo padrone. Ma vi ho chiamato ‘amici’, perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho sentito dal Padre mio." Giovanni 15:13

 

In terza fila ci sono i 'minimi fratelli di Cristo:

"Allora i giusti gli risponderanno: ‘Signore, quand’è che ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quand’è che sei stato un estraneo e ti abbiamo accolto in modo ospitale, o nudo e ti abbiamo vestito?  Il Re risponderà loro: ‘In verità vi dico: ogni volta che l’avete fatto a uno di questi miei minimi fratelli, l’avete fatto a me’. Matteo 25:37

 

Quarto, c'è una grande folla di giusti testimoni che, all'unisono, danno testimonianza della 'Buona Notizia', riguardo alla salvezza programmata da Geova e provveduta da Gesù:

"E questa buona notizia del Regno sarà predicata in tutta la terra abitata, perché sia resa testimonianza a tutte le nazioni, e allora verrà la fine." Matteo 24:14

“Io sono colui che ha annunciato, ha salvato e ha fatto sapere, quando fra voi non c’era nessun dio straniero. Voi siete dunque i miei testimoni”, dichiara Geova, “e io sono Dio." Isaia 43:13

 

L'opera da svolgere è di Gesù Cristo: "proclamare la buona notizia della restaurazione della sovranità universale di Dio". Gli angeli, gli apostoli amici, i minimi fratelli di Cristo, e i giusti della grande folla di Testimoni, ognuno al suo posto. Tutti questi hanno il privilegio e la gioia, e l'autorizzazione di dare testimonianza nella misura del loro amore, per il Sovrano universale e per Gesù il Signore e Re del regno. Fra i compagni d'opera, non esistono gli schiavi dello schiavo, come avviene in alcune chiese che venerano il Papa come schiavi del sommo Pontefice. Non ci sono neppure quelli che si proclamano di essere sottoposti al Signore, ma nel contempo agiscono da signori su altri, col titolo di essere 'Cristo in terra ', e non si venera qualcuno definendolo santò; ma tutti siamo compagni d'opera nel dare testimonianza a Gesù e a Geova.

Amen = Così sia.


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ENDIAB

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